Archivio mensile Febbraio 2017

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MI RACCONTO: di Lucia Iacolino

          Buongiorno a tutti, mi chiamo Lucia. Sono una fisioterapista, mamma e moglie non vedente. Innanzitutto vorrei incominciare ringraziando la dirigente e gli insegnanti che hanno accettato e organizzato questo incontro e voi ragazzi a cui spero  sarà utile  parlare con me. Lo scopo di questo incontro è quello di fare conoscere a più persone possibili il significato di “diversità”, in questo caso visiva. Perché, secondo me, solo con la conoscenza, si possono affrontare, vivere e superare  situazioni diverse e riuscire ad abbattere molte barriere architettoniche e mentali. Che cosa sono le barriere architettoniche? Ce ne sono di diverse tipologie: qualunque cosa, oggetto che crea difficoltà o impedimento nello svolgimento della vita quotidiana di una persona,mentre le barriere mentali sono certi atteggiamenti, certe parole, frasi dette o, addirittura, certi silenzi  da parte delle persone “normali” verso le persone con disabilità.

 

          Immagino che tutti conoscano le parole  “cieco o ipovedente, ma ne conoscete davvero il significato? Potete immaginare cosa significano in concreto? Sapete realmente che cosa può fare una persona affetta da queste disabilità, quali sono i suoi potenziali, e cosa non può assolutamente fare? Ecco di cosa vorrei parlare, e spero vivamente che voi vogliate farmi anche delle domande, senza timore, e io sarò lieta di rispondere meglio che posso. I ciechi sono quelle persone che non possono usufruire del senso della vista a causa di malformazioni congenite dell’occhio, malattie o incidenti che hanno compromesso la funzionalità dell’occhio oppure del sistema nervoso che permette di vedere, retina, nervo ottico, chiasma ottico o parte del cervello adibita alla vista. Molti ciechi non percepiscono assolutamente nulla, vedono solo buio profondo e assoluto, altri invece riescono a percepire solo ombre e luce comunque dal punto di vista pratico non cambia niente perchè ciò non può aiutarli. Le persone ipovedenti invece hanno un residuo visivo minimo che gli permette di vedere qualche cosa ma, anche loro hanno grosse difficoltà, in certe occasioni, paradossalmente, si trovano  più a disagio che un non vedente.

 

          In questi  giorni ricorre la giornata nazionale   del braille. Louis Braille nacque a Coupvray, Francia il 4 gennaio l1809, e mori a soli 43 anni, il 6 gennaio 1852.  All’età di tre anni a causa di un banale incidente nella bottega del padre  si ferì l’occhio sinistro che gli procurò una grave infezione. A quei tempi non c’erano gli antibiotici e l’infezione si   estese ad entrambe gli occhi e lo portarono alla cecità. Grazie all’aiuto di un suo amico nel 1821, inventò e sviluppò un metodo che permetteva anche alle persone non vedenti di leggere, scrivere, studiare.  L’alfabeto braille  si basa sulla combinazione di sei puntini. Nel 2009, il 21 febbraio, per il bicentenario della  sua nascita, l’Italia   dedicò all’ inventore della scrittura “Loouis Braille”, una giornata commemorativa e una moneta da due euro.Grazie a questo sistema di scrittura anche le persone non vedenti possono leggere, studiare,  tutte le materie compresa la matematica e la musica. Oggi hanno a loro disposizione anche altri ausili, dal computer con sintesi vocale, la barra braille, sistemi di audiolettura, videoingranditori.  Grazie a certi programmi  software è possibile scannerizzare e stampare in braille interi libri di testo o semplici libri di lettura e romanzi. Anche per la vita quotidiana vi sono tantissimi ausili: Il telefono cellulare con la sintesi vocale, bilance parlanti,etichettatrici, sensori che annunciano se la luce è accesa o spenta,  di che colore è un  oggetto.

 

          Grazie al bastone bianco o al cane guida, il cieco ha la possibilità di muoversi in completa autonomia, o quasi,  quando non trova ostacoli sul suo cammino. Ciò è dovuto quasi sempre  alla distrazione o all’ ignoranza delle persone normodotate altre volte ci sono cose moderne, create per rendere la vita apparentemente più semplice o agevole  ai vedenti ma la rendono più difficile per i portatori di handicap oppure semplicemente agli anziani, es.:  sportelli automatizzati con numerino luminoso, ascensori computerizzati,  automobili e motocicli sempre più veloci e silenziosi, apparecchi touchscree, ecc.

 

          Molta  gente è diventata indifferente di fronte alle difficoltà altrui,  non aiuta più, non cede più il posto sui mezzi pubblici alle persone anziane o  ai disabili,  ha paura se avvicinata, non ama parlare o affrontare un argomento  che riguarda le diversità perché questo fa paura.  A volte, inconsciamente,  qualcuno può pensare che evitare di parlare, pensare a certi argomenti li mettano al sicuro e non  verranno mai toccati  dal problema direttamente. Un esempio? Quante persone hanno seguito le olimpiadi quest’estate? E quanti hanno seguito le paralimpiadi? Alle volte le persone temono di parlare  e utilizzare certi termini perché temono  di ferire, si sentono molto a disagio quando una persona parla del proprio problema o usa i termini “ ho visto, ho guardato, ho letto ecc,!” perché per loro diventa difficile capire come un cieco possa vedere, guardare o leggere. Forse dovremmo dire sentito o ascoltato, ma sono parole di gergo comune e anche noi le usiamo anche se il nostro modo di vedere,  guardare è diverso da quello dei vedenti.

 

          Ho detto che la gente non aiuta ma in realtà non è sempre così, Alle volte si incontrano persone volonterose, educate e gentili che offrono il loro aiuto, ma alle volte purtroppo  si trovano anche persone che, in assoluta buona fede vogliono aiutare ad ogni costo, senza  chiedere o presentarsi e questo spesso crea molto disagio e anche pericolo. Se qualcuno vuole dare aiuto a una persona in difficoltà, è certamente gradita ma deve avvicinare la persona con tranquillità, farsi sentire, e chiedere se e come può rendersi utile. A me è capitato più di una volta di trovarmi in difficoltà a causa di una persona che, per aiutarmi, mi ha afferrato senza dire nulla, a parte lo spavento, ho rischiato anche di inciampare e cadere.

 

          Io ho un cane guida che si chiama Ginger, mi è stato assegnato dalla scuola nazionale  cani guida di Scandicci Firenze. È stata un’esperienza bellissima averla e devo dire che a Sarzana è stata accolta da tutti molto bene. La Ginger mi accompagna e mi permette di evitare gli ostacoli ma io devo dirle dove andare e quando. Anche durante l’attraversamento pedonale, lei mi aiuta a trovare le strisce pedonali ma poi spetta a me di interpretare bene il rumore del traffico e darle l’ordine di attraversare la strada. In prossimità di una scala lei si ferma e aspetta che io abbia individuato lo scalino poi le dico avanti e lei parte.  Dopo sette anni di convivenza  ha imparato a riconoscere certi luoghi ma devo sempre essere io ad ordinargli dove andare. Ovviamente, mentre lavora, non  dovrebbe essere disturbata, non bisognerebbe chiamarla o accarezzarla e, comunque prima di accarezzare qualunque cane bisognerebbe chiedere il permesso al padrone, senza parlare dell’offrirgli cibo.  IO comunque sono abbastanza soddisfatta di come la gente si comporta con il mio cane e se alle volte qualcuno non fa come dovrebbe… pazienza.

 

          Ciao a tutti spero che quest’ora vi sia servita un po’,  che ora avrete  un atteggiamento diverso con tutte le persone che sono diverse da voi. Spero che quando sarete grandi potrete ricordare le mie parole e se dovrete realizzare qualche cosa, vi ricorderete che al mondo vi è una piccola quantità di persone che hanno delle disabilita e che tenendo presente anche le loro esigenze, non solo renderete il mondo e la qualità della vita migliore per loro ma per tutta la comunità..

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Arriva la mutua per cani e gatti

Arriva la mutua per cani e gatti: sconto del 50% se padrone è esente ticket.

Approda in Italia un sistema mutualistico di tutela della salute e del benessere per i cani e i gatti. L’iniziativa è della Mutua italiana assistenza sanitaria (Mias) che propone “Dottor Bau & Dottor Miao” in partnership con FareAmbiente – Movimento ecologista europeo ed EuropAssistance. Un’iniziativa privata che guarda anche al sociale: è infatti previsto uno sconto del 50% della quota associativa per i padroni che hanno l’esenzione dal ticket.

http://quifinanza.it/soldi/arriva-la-mutua-per-cani-e-gatti-sconto-del-50-se-padrone-e-esente-ticket/105466/

Assicurazione a 4 zampe: come assicurare cane e gatto